< Striature d'Anima >

Nome: LaViolinista
Violinista e studentessa universitaria_
"E ora la profondità del cielo mi costerna, la sua limpidezza mi esaspera. L'insensibilità del mare, l'immobilità di questo spettacolo, mi ripugna... Si deve eternamente soffrire, o fuggire eternamente il bello? O Natura, incantatrice spietata, rivale invincibile, lasciami! Smetti di tentare i miei desideri e il mio orgoglio! Lo studio della bellezza è un duello in cui l'artista grida di sgomento, prima di essere vinto." (Charles Baudelaire)
"Non è che la vita vada come tu te la immagini. Fa la sua strada. E tu la tua. Io non è che volevo essere felice, questo no. Volevo... salvarmi, ecco: salvarmi. Ma ho capito tardi da che parte bisognava andare: dalla parte dei desideri. Uno si aspetta che siano altre cose a salvare la gente: il dovere, l'onestà , essere buoni, essere giusti. No. Sono i desideri che salvano. Sono l'unica cosa vera. Tu stai con loro, e ti salverai. Però troppo tardi l'ho capito. Se le dai tempo, alla vita, lei si rigira in un modo strano, inesorabile: e tu ti accorgi che a quel punto non puoi desiderare qualcosa senza farti del male. E' lì che salta tutto, non c'è verso di scappare, più ti agiti più si ingarbuglia la rete, più ti ribelli più ti ferisci. Non se ne esce. Quando era troppo tardi, io ho iniziato a desiderare. Con tutta la forza che avevo. Mi sono fatta tanto di quel male che tu non puoi nemmeno immaginare.
..
Come si fa? Come glielo dici, a una donna cosi', quello che devi dirle, con le sue mani addosso e la sua pelle, la pelle, non si puo' parlare di morte proprio a lei, come glielo dici a una ragazzina cosi', quello che lei sa già e che pure bisognerà che ascolti, le parole, una dopo l'altra, che puoi anche sapere ma devi ascoltare, prima o poi, qualcuno deve dirle e tu devi ascoltarle, lei, ascoltarle, quella ragazzina che dice
"Hai degli occhi che non ti ho visto mai."
..
Come glielo dici, a una donna cosi', che tu vorresti salvarti, e ancora di piu' vorresti salvare lei con te, e non fare altro che salvarla, e salvarti, tutta una vita, ma non si puo' ognuno ha il suo viaggio, da fare,
e tra le braccia di una donna si finisce facendo strade contorte, che neanche tanto capisci tu, e al momento buono non le puoi raccontare, non hai le parole per farlo, parole che ci stiano bene, li', tra quei baci e sulla pelle, parole giuste, non ce n'é, hai un bel cercarle in quel che sei e in quel che hai sentito, non le trovi, hanno sempre una musica sbagliata, é la musica che gli manca, li', tra quei baci e sulla pelle, é una questione di musica.
Come glielo dici, a un uomo cosi', che adesso sono io che voglio insegnargli una cosa e tra le carezze voglio fargli capire che il destino non é una catena ma un volo, e se solo ancora avesse voglia davvero di vivere lo potrebbe fare, e se solo avesse voglia davvero di me potrebbe riavere mille notti come questa invece di quell'unica, orribile, a cui va incontro, solo perché lei lo aspetta, la notte orrenda, e da anni lo chiama.Come glielo dici, a un uomo cosi', che ti sta perdendo?
E' la musica che é difficile, questa é la verità, é la musica che é difficile da trovare, per dirselo, li' cosi' vicini, la musica e i gesti, ,per sciogliere la pena, quendo proprio non c'é piu' nulla da fare, la musica giusta perché sia una danza, in qualche modo, e non uno strappo quell'andarsene, quello scivolare via, verso la vita e lontano alla vita, strano pendolo dell'anima, salvifico e assassino, a saperlo danzare farebbe meno male, e per questo gli amanti, tutti, cercano quella musica,in quel momento, dentro le parole,sulla polvere dei gesti,e sanno che,ad averne il coraggio,solo il silenzio lo sarebbe, musica , esatta musica, un largo silenzio amoroso, radura del commiato e stanco lago che infine cola nel palmo di una piccola melodia, imparata da sempre da cantare sottovoce
Addio
Una melodia da nulla."
A. Baricco - OceanoMare
< Linkami >
....
< Note di me >

Ricevuto da MusE0
e da yante_punk
con la seguente motivazione "Pour toi, ma douce violoniste. Per tutte le emozioni che mi regali con parole e musica."

Ricevuto da Cuoresile
con la seguente motivazione "perchè tutto nel suo spazio diviene musica.Ti attraversa il corpo.Ti sussurra note di vita.Perchè le sue parole così misteriose e profonde arrivano sempre nella piu' profonda verità."
....Puoi trovarmi anche qui.....
< Note Intonate >
Il mio meraviglioso violino, la neve, la granita al limone, i sorrisi delle persone che non conosco, leggere prima di andare a dormire, sentirmi rispettata, le persone semplici e ricche dentro, la cultura, l'intelligenza, Parigi, la Carnegie Hall di New York, i ricordi, Lady Oscar, quello che devo ancora capire di me stessa, le profondità di un lago, le chiacchierate davanti al fuoco, i bagni di mezzanotte, le passeggiate al tramonto, i quadri di Fùssli, rotolarmi nella neve, l'odore dei cornetti caldi di prima mattina, le strade senza uscita.. per trovarne una io!, i viaggi all'estero, le persone che capiscono senza bisogno di parlare, la notte, le lenzuola, le fotografie delle persone che ho amato, le chiacchierate a telefono, i sorrisi dopo tante lacrime, i giorni di pioggia, le coccole, i sogni ad occhi aperti, il momento esatto in cui ti svegli, quando per un istante non sei ancora tu e non è ancora una nuova giornata.., osservare le mani delle persone..
< Note Stonate >
Le persone che non coltivano il proprio talento, la presunzione, il sole cocente d'agosto, le imposizioni senza senso, le critiche improduttive e senza spiegazioni, l'invidia, le persone false, le corde che si spezzano, i giorni che non passano mai, obbedire agli istinti fini a se stessi, le persone che non capiscono, l'insensibilità , le bugie, i tradimenti, le omissioni, l'ipocrisia, le persone che vogliono cambiarmi, le situazioni troppo facili, odiarmi, le storie banali con uno scontato lieto fine..
< Pagine amate >
Tutto Baudelaire, Hugo, Mallarmé, tutta Virginia Woolf e Silvia Plath, Alexandre Dumas - La signora delle camelie, Vasco Pratolini - cronache di poveri amanti, Walt Whitman - foglie d'erba, Tracy Chevalier - girl with a pearl earring, Nicola Lecca - hotel Borg, Il fantasma dell'Opera - Gaston Leroux, The scarlet letter - Nathaniel Hawthorne, Come in uno specchio oscuramente - Eugenio Borgna, Love and Louis XIV - Antonia Fraser, Nel segno delle artiste - Maria Antonietta Trasforini, Maria Rosa Cutrufelli - la donna che visse per un sogno, Max Phillips - the artist's wife, J. Daniel Baltassat - la verità su Isabella, Choderlos de Laclos - le relazioni pericolose, Sigmund Freud - l'interpretazione dei sogni, Theophile Gautier - Mademoiselle de Maupin, Antonia Fraser - maria Antonietta, Marguerite Yourcenar - memorie di Adriano, J. François Parot - morte in maschera, Isaac Stern - my first 79 years, Roberto Cotroneo - per un attimo immenso ho dimenticato il mio nome, Dylan Thoman - poesie inedite, Susan Vreeland - ritratti d'artista, Hermann Hesse - sull'amore, Irving Stone - the agony and the ecstasy, Susan Vreeland - the passion of Artemisia, Vikram Seth - una musica costante... e centinaia di altri libri.. adoro leggere! ho letto tutte le biografie di Maria Antonietta edite in Italia, e molte altre in lingua originale. Amo i libri d'arte, di storia. e alcune storie d'amore.. basta che non siano banali. Se dovessi consigliare uno scrittore? sceglierei lei, Jeanette Winterson, scrittrice e critica d'arte. I suoi capolavori? I miei preferiti sono "L'arte dissente" e "Arte e menzogne".
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< 23/08/2008 >
Categoria: ricordi, frammenti, emozioni, mani, sguardi, violino, fiamme, tracce di me, assonanze, wounds and scars, cartilagini di serenità , in controluce, flussi sonori, sussurri speculari, complessa-mente, de insania, dentro e attraverso
.
Ascoltarmi.
E chiedermi perché.
Muovermi e restare lì
in un [im]mutato giro di anima che contorce e concatena.
Ritorno a me stessa
- ogni tanto -
e tutto il resto diventa contorno.
Una musica silenziosa mi rimbomba nel petto.
Forti note che invadono la mia cassa toracica
e perforano le mie orecchie.
[Ovatta]
Lanugine che lega i pensieri ed inibisce i movimenti.
Striature di pallida luce che penetrano nella buia stanza.
Sottili fili che avvolgono le mie caviglie e si snodano lungo le gambe.
Immagini confuse.
Frammenti sconnessi di ricordi [semi]cancellati.
Brucia.
La fronte. Il corpo.
Fiamme che corrono sottopelle ustionando i tessuti, logorando i muscoli.
Mi ri-conosco.
Seduta dietro la finestra mi nascondo.
Il vento porta innanzi ai miei occhi foglie di cristallo.
[Ricordi di sogni]
Se cercassi di toccarle probabilmente svanirebbero.
Il passato ha la consistenza delle nuvole ed il peso del cemento.
Seduta dietro la finestra mi nascondo.
Mi parlo.
A me stessa mi ri-consegno.
[Opaca serenità che talvolta mi sfugge]
Mi chiedo perché tutto sembri ripetersi.
[sempre]
E osservando la luna piena
- che stanotte non fa la ritrosa -
chiudo le pesanti palpebre.
_Ma è un solo istante_
Poi, è di nuovo Vita.
Con te. che sei la mia gioia più grande. Con te. che sai leggermi dentro.
_Noi sappiamo_
[e come posso non dirti grazie?]
< 16/08/2008 >
Categoria: frammenti, emozioni, sguardi, fiamme, fil rouge, tracce di me, assonanze, intermittenze del cuore, cartilagini di serenità , in controluce, flussi sonori, pelle di marmo, sussurri speculari
.
“Ci sono due specie di persone.
Ci sono quelli che vivono, giocano e muoiono.
E ci sono quelli che si tengono in equilibrio sul crinale della vita.
Ci sono gli attori. E ci sono i funamboli”
Maxence Fermine - “Neve”
..E ti vengo incontro sul nostro filo di voce e silenzio
di neve e luce
di sangue e bellezza.
Ti vengo incontro sul fil rouge che ci rende funamboli
fra parole che stordiscono e ammantano
e sensi che corrono e plasmano.
[Tu. il mio quotidiano SI alla Vita]
Ed è in tutte le lingue del mondo.
E in quelle inaudite del Silenzio.
[_Una bimba bionda fissa una stella in attesa che cada.
C'è un vento che si porta via tutto, stanotte.
Sola, immota, arde la fiamma viva del mio Amore_]
Non è sola, la tua fiamma.
Arde accanto alla mia.
Insieme, danzano vive. E sono già incendio.
I miei occhi hanno sete dei tuoi,
le mie labbra fame delle tue.
E il mio cuore mantiene saldamente la sua estremità di fil rouge
in questo amore funambolo e splendido
di cui tu hai afferrato con forza e passione l'alto capo.
_Noi, funamboli di Emozioni in bilico sul nostro filo rosso
fra incendi del sangue e catarsi di parole_
Noi, fra il Senso e i Sensi
nell'estasi dello stupore che soli sappiamo generare.
_iolatuaMus[ic]a_
_tuilmio[in]Canto_
< 07/08/2008 >
Categoria: frammenti, emozioni, mani, sguardi, fiamme, fil rouge, tracce di me, assonanze, intermittenze del cuore, cartilagini di serenità , in controluce, anima su tela, flussi sonori, sussurri speculari, complessa-mente, de insania, dentro e attraverso
.
Le lacrime non hanno più sapore.
Sono ormai liquido incolore e senza retrogusto che non sa più sgorgare,
che appena inizia il suo viaggio verso l’esterno, immediatamente torna dentro.
Nella sua dimora.
_Modo complesso e confuso
[sono tutta un con-catenarsi di sensazioni]
per dire che non piango più.
E quasi la memoria ha cancellato il sapore dell’angoscia.
E quasi sembra fedele compagna, la serenità.
Sono ancora complessa con-fusione di pulsioni e ragione.
Sinestesie di tatto, vista e gusto.
Ma mi faccio meno male, ora.
Forse il sogno offuscato diventa visione nitida, forse l’agognato Senso ai Sensi s’intreccia.
Il mio corpo è tela da sublimare ed invadere.
E mi pervado di ricerche, di sragionamenti ed estasi.
Mi cerco e mi trovo.
E poi mi perdo ancora. Ma per ritrovarmi.
E va bene cosi.
Vorrei sradicare le paure striscianti che sinuose si insinuano nel mio essere.
E inciampo nelle parole come fossero ali di radici e acqua di cielo.
Tutto avvolgo e tutto [com]prendo.
Sono (s)correre di flutti [ig]noti.
Cammino ai bordi di me stessa e sono aquila che regna nel suo cielo.
Sono ogni cosa ed il suo contrario. Ogni assonanza e la sua dissonanza.
E va bene così.
Nell’incendio delle viscere sento il cuore che sussulta.
E sono la sua fedele cortigiana.
Torna il sogno dell’inconscio.
Torna il Senso che avevo smarrito.
Poco importa che sia [ir]razionale e complesso come il mio stesso cercarlo.
E sto bene.
Con te.
Confusa e stordita mente che vive ancora.
Che torna a palpitare.
Ed è ri-nascita. Ed è ri-conquista.
Di me.
C’è nel sole che torna ogni giorno l’incendio di un sangue che non mente.
[Il marchio a fuoco sulla pelle non è più rovente solco che sbatte.]
Tu.
Che mi senti e mi parli e mi capisci.
Tu.
Che sai sfiorare corde inedite.
[donna-violino che ancora scopre accordi e note]
_E ci sono, le ali, in questo turbine di Amore nuovo.
_sei Senso di [con]Sensi_
< 04/08/2008 >
Categoria: frammenti, emozioni, quadri, mani, sguardi, fil rouge, tracce di me, assonanze, intermittenze del cuore, cartilagini di serenità , in controluce, flussi sonori, sussurri speculari
.
E come spiegare questo silenzioso fluire di sensazioni,
questo impavido sentire che strugge e regna?
Come decifrare qualcosa che non osiamo controllare perché ci controlla essa stessa?
Come dare voce ad un suono inedito che penetra dolce e violento nel mio io e lo percorre tutto?
È Amore, lo sento.
[_C'è un tempo bellissimo tutto sudato
una stagione ribelle
l'istante in cui scocca l'unica freccia
che arriva alla volta celeste
e trafigge le stelle_]
E sono étoile della mia étoile.
E viviamo questa storia di distanze e differenze.
Eppure mai anime furono più parallele e speculari delle nostre.
[e ieri fra le tue braccia dicevo Siamo così completi]
Creature che vagano senza sosta di baci
in un giardino che sembra essere Altrove.
Regno isolato e nostro in cui rincorrerci e cercarci.
E mi nascondo dietro quel muro di pietra.
Ti aspetto lì. Silenziosa.
E mi sorride il cuore quando sento i tuoi passi, mi volto e sei dietro di me.
[mi ri-troverai ovunque mi nasconderò]
Ti sento fin nelle viscere, fin nel punto più profondo di un cuore di cui scopro inediti anfratti.
Forse tutto è inizio. E tutto è eterno Bacio d’Addio.
Con te.
E non temere i problemi che ci attanagliano.
_Perché insieme possiamo.
Continua a camminare nei miei grovigli di strade, nei miei sogni interrotti che sai rendere compiuti.
Fermati lì, non te ne andare.
Perché puoi sciogliere nodi e increspature.
Perché sai trovare le parole e sentire i miei flutti d'essere.
Perché sei tu stesso l'Anima in cui il mio Senso ed i miei Sensi coincidono.
[quando nella vita entra la Vita]
E ora che hai colto i miei difetti, amami di più.
Perché ne ho più bisogno.
[_è il tempo che è finalmente
o quando ci si capisce
un tempo in cui mi vedrai
accanto a te nuovamente
mano alla mano
che buffi saremo
se non ci avranno nemmeno
avvisato_]
Amare è silenziosamente costruire.
Costruir-ci. _Siamo assonanza di Anima e Cuore_
< 02/08/2008 >
Categoria: frammenti, emozioni, mani, sguardi, fil rouge, tracce di me, intermittenze del cuore, cartilagini di serenità , in controluce, flussi sonori, pelle di marmo, sussurri speculari
.
Lo strappo dell'anima si ricuce lentamente nel tuo battito di ciglia.
E ad ogni sguardo, ad ogni parola tramutata in voce,
sento le tue mani che ricompongono un'unità lesa e turbata.
[è il tempo che si perde in Noi]
Si-amo co-spiranti co-autori di un percorso che ci cattura e sublima.
Desiderio di ricompormi in te - di ricomporti in me.
Stanotte tutto è silenzioso Sentire.
Sentir-mi.
Onde di serenità che si scatenano concentriche,
come increspature dell'acqua dopo il pesante affondare di un sasso.
E tutto si cancella e si ri-disegna, in un armonico incontrarsi/scontrarsi di colori e suoni.
Camminiamo in tensione sul nostro fil rouge.
E nulla è come guardare giù - a centomila metri sul livello di ogni mare
fra la voglia e la paura di amare e non amare -
Cammino sopra un filo. Mi accompagni _Tu_
Conserva quei biglietti gemelli,
tasselli speculari di un abbraccio fra corpi di marmo e sinuose colonne.
Siamo amanti della Bellezza oltre ogni logica.
_E mi soffi il vento sulle ali
e nessuno l'ha mai fatto così_
Ri-componi silenzi e suoni. _E siamo musica che si confonde nella notte_
[iolatuarosarossa]
< 26/07/2008 >
Categoria: frammenti, emozioni, mani, sguardi, violino, fil rouge, tracce di me, intermittenze del cuore, cartilagini di serenità , in controluce, flussi sonori, sussurri speculari
.
Frammenti di eternità racchiusa in uno sguardo.
Occhi che svelano per svelarsi.
Respiri che si respirano nella con-fusione di baci che sanno di poesia.
Complici che co-spirano nel vortice dell’emozione di un incontro.
[l’Arte è ovunque dentro e attraverso Noi]
Silenziosa costruzione di un tragitto in cui la Bellezza è fedele compagna.
E fa quasi timore pensare.
E dirselo. E ammetterlo.
E quasi sembra che, a dirlo, possa svanire. Smaterializzarsi.
Eclissarsi.
E quasi sembra troppo per questi tempi..
Ma non osare chiudere gli occhi.
Perché nel mezzo c’è tutto il resto e giorno dopo giorno e silenziosamente.. costruire.
Io ti stringo le mani. [ri]mani qui.
Funamboli che camminano in bilico su un fil rouge.
E la paura è ovunque. Ma non turba.
Attesa di bere nettare di ambrosia dalle labbra.
Attesa di una crescita. Di traguardo.
Dita che scivolano sulla tastiera corvina di quel legno che tanto amo.
Il violino circondato dalle mie braccia. Come sempre.
Ma ti parlo mentre lo sfioro.
Ti guardo mentre le mani disegnano confini di legno e anima.
E mi accorgo che non ascolti. Senti.
Che non guardi. Vedi.
Che non parli. Riveli.
E costruire è sapere e potere rinunciare alla perfezione.
Allora seguimi.
Voglio mostrarti i miei difetti, i miei sogni interrotti, il mio groviglio di strade che conducono al nulla.
- e poi non dire che non ti avevo avvertito -
Complessa trama di sfumature sbiadite che talvolta non riescono a ri-conoscersi in reali colori.
Sono forse il nero di quei due cigni, sono forse il giallo pallido di quella etoile.
Ma c’è un filo rosso tutt’intorno. E si [dir]ama, si espande, si diffonde.
Silenzi che urlano ai bordi di noi stessi.
E seguiamola, se crediamo, la sospensione del giudizio.
Ma intanto vieni qui.
Sprofonda nel mio sguardo.
Ti leggo un po’. Mi cerco in te.
Odore di un libro nuovo. Di vernice fresca. Un tramonto solitario.
L’inchino e poi il sipario.
E non chiediamoci cosa siamo.
Si-amo. E basta. _Quasi tremo quando mi sussurri “custodiscici”_
_ [non ho mai pensato di non farlo] _
< 25/07/2008 >
Categoria: frammenti, emozioni, mani, sguardi, violino, fil rouge, tracce di me, intermittenze del cuore, cartilagini di serenità , in controluce, flussi sonori
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E resto ferma qui. Sospesa.
Spettatrice ed attrice di una realtà che mi ri-vela e mi disarma.
Dolce intimità di un momento di silenzio. Di complicità.
E sembrerebbe quasi stasi.
Quiete.
Ma c’è bruciante attesa dietro questa ingannevole pacatezza.
Silente nuda e sincera attesa di qualcosa che mi avvolge.
Vestita solo di pensieri e di umane paure.
Vestita solo di giorni che sembrano anni.
Tasselli [s]conosciuti che troppo mi svelano di me stessa.
Velluto di note e versi in diramazioni e concatenazioni.
[e tutt'un tratto mi perdo nei versi che mi leggi,
nella dolcezza di uno sguardo che ogni istante ri-conosco,
nelle note di una canzone che mi sembra di ascoltare da sempre]
Delusioni che si trasformano in speranze.
E tutto sembra essere sempre stato lì.
- prendersi gioco del Tempo -
Dopo la resa, le lacrime, la sconfitta.
Dopo i sogni interrotti ed i grovigli dell'anima.
Dopo una notte troppo lunga e buia..
ecco che sento l'alba.
Ecco che torno a parlarmi.
E rido con te, parlo con te, leggo con te, suono per te.
Lievi sussurri di una parola che avevo reso nemica ma che ora torna ad essermi alleata.
_Tu_
E tutto è Altrove. Ed è poesia. Ed è musica. Ed è conoscenza.
Come colonnine tortili avvinghiate in marmoree essenze.
Noi cerchiamo la bellezza ovunque.
Seguendo un fil rouge. _Nell’incendio del sangue_
< 16/07/2008 >
Categoria: frammenti, emozioni, mani, sguardi, fil rouge, tracce di me, intermittenze del cuore, cartilagini di serenità , in controluce, flussi sonori, pelle di marmo
.
Placido lento fluire di onde che si fondono.
E non riesco a comprendere dove finisca l’una e dove cominci l’altra.
La mente continua a vagare in vortici di pensieri che divorano energie.
Ma non è nemico questo con-catenarsi di sensazioni.
[Se cerchi un rifugio inaccessibile
in piena luce
e nell'ombra silenziosa
di a te tessa che non è lontano
e che risplende…]
Razionalmente illogica ed illogicamente razionale, sono flusso di sogni e passioni.
Complesso [dir]amarsi di emozioni che lasciano solchi indelebili.
Il prima ed il dopo si fondono e compenetrano.
Mi ri-conosco.
Sono ciò che sono stata. Ma ancor più sono ciò che sarò.
Ed è dolcissima questa consapevolezza del principio di un viaggio.
Canone inverso di gocce di conoscenza,
come tasselli che si aggiungono l’uno all’altro,
tesi a formare un’immagine [ig]nota.
E se il percorso è inverso, la meta resta invariata.
- Voglio perdermi per poi ritrovarmi -
Ancora lo sento questo muro contaminato da passioni infette, imponente cinta muraria che difende e condanna.
Ma dolci raggi di sole penetrano irruenti e forti fra le brecce e le suture di una barriera che odio.
E – lento – si sta indebolendo, questo scheletro di cicatrici.
E – lenta – la serenità si insinua in un io disilluso.
[Alla gioia
alla bellezza del sogno
alla malinconia
alla speranza che ci sostiene
alla sacralità del fuoco e della fiamma…]
Parole come immagini, suoni, colori. Concreta condensazione di io vibranti.
Ed è un reale che disarma. Dolcemente. _ A mon etoile _
< 02/07/2008 >
...
Occhi di dissacrata magia restano sospesi ad osservarmi.
E mi sembra un giorno troppo pieno. All’interno di questo vuoto
che però ora acquista il suo miglior significato.
Mi chiedo quale sia il confine.
Forse leggerò fra le colonne del mio sentire.
Forse interpreterò ciò che sento di essere.
Stasera non basta immaginare.
Inseguo attonita la scomposizione di un’immagine che mi affascina e mi terrorizza.
E sento sguardi speculari che sottendono una differenza lancinante.
Non importa non aver capito da cosa.
E come.
E perché.
L’anima è tela da sublimare o sfregiare.
Ed è in quell’invasione che c’è la rottura.
La bellezza.
È un mondo convesso e fluttuante che da solo si dipinge e si cancella.
Quanta trasparente pittura nasce da quelle lacrime..
E non è forse dal nulla che nasce il tutto?
E non è forse ciò che non si può sfiorare che supera ogni barriera ed ogni ostacolo?
E non è forse anche la musica qualcosa che in realtà non esiste?
Lisergico flusso di onde sugli scenari che la vita proietta dal suo spettro cromatico.
[colori che emettono suoni graffianti]
Oggi il violino è velluto insinuante e profondo.
E c’è - tutt'intorno - un rosso che sa di rinascita. _Cartilagini di sensazioni_
< 23/06/2008 >

Resta ferma, l’aria tutt’intorno.
Eppure è come se mi entrasse troppo dentro, come se i polmoni non riuscissero a contenerlo, tutto questo respiro.
Regna il silenzio, laddove ogni suono ha smesso di esistere.
In quel luogo lontano dal reale, in cui mi rifugio per scappare.
Fuggo da te. Da me stessa. Fuggo dalla musica che tanto si prende del mio essere e così poco mi lascia.
Fa come te, la musica. Fa come te.
Così poco mi resta, dunque, per me sola.
E mi sento come creatura lasciata al suo scorrere.
Come donna coperta solo dal manto rovente di chiome che, beffarde, non tardano a svelare.
Mi chiudo in un rifugio che diventa prigione.
Eppure ho fatto tanto per evadere dalla cella di quel Noi..
È un canto d’amore inverso
come un canone antico ed ineseguibile.
Ci si distrugge pur di amare, pur di sentire.
E oggi anch’io vorrei bruciare in fiamme che mi alimentano e mi distruggono.
E mi verrebbe da dirti
_coprimi di me.
Respirami.
Mettimi in vasi ci cieli stellati.
Lasciami al centro del mondo.
Rendimi nudo pasto da consumare in assoluta solitudine.
Trova in me i colori di terre inesplorate.
Sublimami nell’epidermico tocco_
Ma devo restare in silenzio.
Devo voltare le spalle a ciò che mi ha plasmata dal di dentro.
Non posso che cercare
- per un solo istante -
l’equilibrio.
Quell’equilibrio che a te è così ignoto.
Quell’equilibrio che io possedevo come la più preziosa delle armi.
Prima di te.
Hai transitato come violento uragano nella mia giovane vita.
Hai sradicato alberi e distrutto abitazioni.
Hai raso al suolo campi verdi e prati fioriti.
Hai lasciato terra bruciata alle tue spalle. Suolo arido e dolente che non riesce a scorgere il miraggio di un’acqua che salvi.
Voglio schiacciarti. Oltrepassarti.
Renderti invisibile attraverso le incrinature della mia anima.
Voglio bloccare questa tua crescita come radici infette dentro me.
Voglio accantonarti. Devitalizzarti.
Voglio stroncarti in me, voglio spegnerti come fiamma nel mare. Voglio sentirti andare via.
Voglio avvertire il peso del passato che mi abbandona.
Voglio sentirmi libera da te.
Respirare aria senza pensare che sia il tuo respiro. Guardare luce che non provenga dai tuoi occhi.
Devo stroncarlo, questo sentimento ingannevole ed assassino.
Devo renderlo muto, debole, insignificante.
Non voglio più sentire il fiato che manca quando tu manchi.
Non voglio più avvertire il passo che rallenta quando tu non lo affianchi.
Non voglio più saperti padrone incondizionato del mio di dentro.
È un regno che non meriti. _In difesa di me stessa_
< 22/06/2008 >
Bambola di cristallo. Socchiudi i tuoi occhi.
Parlami. Svelami. Raccontami.
Lacrime di luna. Rugiada della notte.
Sono un angelo senza ali.
Se chiudo gli occhi. Posso vedere. Chi non esiste.
Dimmi, tutto ciò è possibile? Voglio la tua melodia.
Le tue note danno conforto.
Pupazzi di stoffa. Uno sguardo dimenticato.
Chi sono? Occhi di prato. Capelli d’oro. Anima di cristallo.
Devo essere felice.
Perché chiudere gli occhi e fingere?
Se sono triste non posso piangere? Profumo di cannella. Fiori di pesco.
E tu, cosa vuoi dirmi? Dopo tutti questi anni, cosa? Ancora..
Un abbraccio. Un bacio dolce. Cosa vuoi ricordarmi?
Smettila. Smettila.
Farfalla di porpora. Volo. Leggera. Sopra le nuvole.
Ecco le mie ali.
Devo oltrepassare il passato. L’unico modo per vivere.
Chiudo le domande. Dentro il mio cuore. Sapere le risposte non mi salverà.
Sono stanca di pregare per qualcosa che non tornerà.
È questo il mio orizzonte. Mare in tempesta come l'anima. shhhh
Mi siedo fra le rocce e rifletto. shhhh
Basta giocare con il destino. Basta cercare di arginarlo. Lascio che faccia il suo corso. La partenza è l'arrivo. E l'arrivo è solo l'ennesima partenza.
Perché a volte i sogni seguono strade differenti. E non si incontrano più.
Sento il nodo del tuo ricordo che si allenta. Piano piano. Ma quanto fa male. E quanto ancora, sciogliendosi, mi si stringe addosso. Togliendomi il fiato.
Quanto ancora.. quanto.. e quanto mi odio per questo..
E quanto la odio, stasera, la musica
in cui volontariamente affogo per cancellarti. _Invano_
< 18/06/2008 >
Suoni cauterizzati
sul fondo di un Oggi
che del Domani
non lascia traccia.
..
Irrisori rivoli
di sussulti
si affacciano ai bordi dell’io
mentre – furtiva –
leggo
fra le colonne dell’anima.
...
Frammenti speculari